Datare la gravidanza dall’ovulazione, con esempio pratico

Di solito si calcola la data presunta del parto (DPP) chiedendo alla mamma la data relativa al primo giorno in cui sono arrivate le ultime mestruazioni precedenti il concepimento. Questo permette di avere uniformità, tendenzialmente tutte riescono a risalire a tale data. Il medico, o chi desidera calcolare la DPP, aggiunge alla data fornita dalla donna 40 settimane, ovvero 280 giorni, ipotizzando che tutte le donne abbiano ovulato il 14esimo giorno del ciclo, e si otterrà una stima circa il giorno in cui la donna partorirà.

Gli operatori abituati in questo calcolo lo fanno a mente in altro modo: partendo dalla data dell’ultimo ciclo, tolgono tre mesi, aggiungono una settimana, poi aggiungono un anno.

L’età gestazionale viene poi calcolata con ottima approssimazione tramite un controllo ecografico che valuta le misure del bambino.

In verità c’è un un modo preciso e utile per calcolare la DPP ma è necessario conoscere il giorno del picco: poiché l’ovulazione avviene molto vicina al giorno di picco del sintomo della fertilità riconoscibile dalla donna, ed è molto difficile riuscire a sapere di preciso quali sono le ore in cui l’ovulo è vivo senza strumenti, si prende in considerazione il giorno del picco stesso.

Tra il concepimento e la nascita trascorrono generalmente 266 giorni, ovvero 38 settimane, così basta aggiungere tale numero alla data riconosciuta come picco.

Questo ultimo metodo è vantaggioso per le donne che hanno l’abitudine di autocontrollare i segnali di fertilità attraverso i metodi naturali  e poiché molte non li conoscono, non è possibile utilizzarlo ad ampio raggio e si preferisce uniformare usando per tutte le gravide lo stesso metodo, basato sulla data dell’ultimo ciclo.

In caso di assoluta regolarità del ciclo in cui si è concepito, l’ovulazione sarà avvenuta il 14esimo giorno, così le date calcolate coincideranno sia che si calcoli dalla data delle ultime mestruazioni sia che si calcoli dal picco. Molto più spesso capita che l’ovulazione avvenga anche molti giorni prima, o addirittura anche due settimane più tardi rispetto al 14esimo giorno, ma in talune situazioni più tardi ancora, si deduce dunque facilmente che aspettarsi di partorire a 40 settimane dalla data delle ultime mestruazioni sarà molto più aleatorio che attendere la fine della 38esima settimana dal picco ovulatorio.

Questo potrebbe comportare ad esempio l’induzione del parto in quanto la DPP calcolata in modo ordinario risultasse più che superata, ma in realtà il bambino sarebbe maturo nei tempi suoi individuali di circa 266 giorni dal giorno in cui esiste e non allo scadere preciso del giorno calcolato. Riporto un esempio pratico:

Data ultime mestruazioni: 6 aprile 2020

Data riconosciuta come picco: 26 aprile 2020 (l’ovulazione sarà avvenuta o il giorno del picco, o il giorno prima, o il giorno dopo, o due giorni dopo il picco ma questo non si riesce a sapere con certezza in modo semplice)

DPP-ordinaria (40 settimane dalla data ultime mestruazioni ovvero 280 giorni): 11 gennaio 2021

DPP-metodi naturali (38 settimane dalla data del picco ovvero 266 giorni):     17 gennaio 2020

La DPP-metodi naturali è quella giusta, che tiene conto della tipica crescita fisiologica del bambino, il quale sarà maturo per affrontare il travaglio e conoscere l’ambiente esterno all’utero dopo 266 giorni dal concepimento. Si tenga comunque presente che ci sono molti fattori che incidono sull’inizio del travaglio, come ad esempio la rottura delle acque dovuta a colonie batteriche o più genericamente fattori idiopatici.

 

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