La pornografia: mezzo di sterilizzazione sociale

Mettereste vostro figlio in una stanza piena di riviste porno? Mi auguro che ci sia ancora chi si scandalizzi al sol pensiero. Bene, i nostri ragazzi, grazie agli smartphones, vengono inseguiti dalle immagini porno anche quando, animati dalle migliori intenzioni, non stanno affatto andando a cercarle. Hanno praticamente 24 ore su 24 libero accesso alla pornografia.

Bisogna fare i conti con la nuova realtà proposta da internet, totalmente eroticizzata, dove anche la pubblicità di un prodotto banale viene studiata richiamando il desiderio sessuale. L’industria pornografica sommerge e assuefa tutti i fruitori e mira soprattutto a destabilizzare giovani e bambini, per renderli schiavi prima possibile e controllare le loro vite allo scopo nichilista di ottenere guadagni. Come? Attraverso le pubblicità  che campeggiano sul materiale pornografico, che ottiene milioni di clic, e grazie alla vendita di tutta una serie di deliranti accessori.

Sì, avete capito bene è un’azienda, un’industria, il cui motto è lucrare a qualsiasi costo, anche a scapito della salute, anche con l’inganno.

Perché funziona così bene?

Perché crea dipendenza: il cervello del cliente subisce scariche di dopamina, alla stregua di una droga cerebrale legata al piacere, e nel tempo per ottenere lo stesso tipo di effetto si dovrà ricorrere a materiale pornografico sempre più spinto, avviene dunque un settaggio del cervello senza esserne completamente consapevoli.

Per vincere la pornodipendenza bisogna agire innanzitutto riconoscendola come tale, e non negando i suoi effetti come chi sostiene che “di filmini porno non è mai morto nessuno”.

Da qui è evidente l’effetto disumanizzante della pornografia: gli utenti e gli attori sono sfruttati.

Il messaggio che passa ai ragazzi è che si può separare il sesso dall’amore e che si deve investire infinitamente sul piacere, senza riserve, senza conseguenze, cosa massimamente falsa, basti pensare alle malattie sessualmente trasmesse ad esempio.

Noi definiamo la cultura pornografica mezzo di sterilizzazione sociale, universale: ad inseguire  continuamente il piacere sessuale si arriva a non provare più nulla nei confronti della vita, quando “va bene” si acquista un’immagine frammentata dell’altro, che induce ad usare la persona per trovare soddisfazione secondo la dittatura del piacere; quando “va male” diventa impossibile apprezzare un essere umano dal vivo e quindi avere veri rapporti sessuali… e quindi pensare a generare figli.

Anche le donne purtroppo fanno sempre più uso di materiale pornografico, alla ricerca di un tipo di piacere superficiale e veloce, lontano dalla loro tipica natura, distorcendo la femminilità, scimmiottando la mascolinità; a tal proposito si rimanda al prossimo articolo.

Prestiamo attenzione, non sottovalutiamo.

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