Metodo Billings vs malattia: uno a zero!

Una classica obiezione che viene fatta di fronte alla proposta di usare i metodi natrali è “che funzionano solo per chi ha un ciclo regolare e perfetto”, purtroppo questo retaggio viene dal passato, quando era diffuso il metodo di Ogino-Knaus, che effettivamente per poter essere applicato al meglio richiedeva una regolarità mestruale che oggi sappiamo essere inverosimile, a causa del fatto che il ciclo mestruale è influenzato da vari fattori quale ad esempio lo stress.

A dispetto di questo, il metodo Billings permette uno studio della donna giornaliero, così da poter interpretare i segnali quotidiani di fertilità o infertilità in qualsiasi circostanza della vita fertile, allattamento e menopausa compresi.

Agnese* ci ha raccontato una storia davvero particolare, la quale ci ha fatto capire che, nonostante una vita segnata da malattie che non avrebbero mai fatto pensare alla possibilità di applicazione di un metodo naturale, lei ce l’ha fatta, a testimonianza che davvero le circostanze in cui il metodo sia inadatto sono più che esigue.

La mia situazione non è considerata perfetta per utilizzare il metodo naturale, eppure sono decenni che utilizzo questo sistema senza avere avuto gravidanze indesiderate, e chiariamo anche che non sono sterile, figli ne ho avuti quando li ho desiderati, anche con tanta facilità. Sono affetta da Lupus Eritematoso Sistemico e da sindrome di Sjogren, per questo i medici si sono raccomandati di evitare altre gravidanze, perché gli ormoni prodotti potrebbero scatenare la malattia e una volta riattivata i danni non sono prevedibili, nulla è escluso. Mio marito non era molto convinto della mia decisione di utilizzare il metodo Billings, avevamo dei figli e mi ripeteva che a loro sarebbe servita una madre viva e possibilmente sana. Io però stavo avvicinandomi a Dio e sapevo che Lui chiede tutto, ma dà tutto!, e con fiducia totale nella Sua volontà ho voluto affidarmi. I metodi naturali che prima utilizzavamo, senza aver fatto particolari corsi, erano troppo superficiali per la situazione in cui ci trovavamo, così decidemmo di rivolgerci ad una brava insegnante. Ci spiegò in diverse sedute come utilizzare al meglio il metodo, ci diede anche consigli per una buona relazione di coppia, sull’importanza del dialogo e sul rispetto reciproco. Individuare il periodo non fertile, all’inizio non è stato facile, la sensazione di bagnato io non la avverto quasi mai, la Sindrome di Sjogren va a modificare il muco incidendo sui liquidi, oltre a non avere lacrimazione e salivazione anche altre parti del mio corpo ne risentono. Contattai l’insegnante esponendo le mie difficoltà e lei si rivolse a sua volta ad esperti di Roma, i quali aggiunsero ulteriori indizi per individuare il periodo fecondo: oltre alla sensazione di bagnato, oltre al tipo di muco, si possono osservare la pelle, che in effetti nei periodi dell’ovulazione diventa visibilmente più secca, la vulva, che nei periodi fecondi è più gonfia, e le ghiandole inguinali, che nel periodo fertile s’ingrossano leggermente. Tante piccole attenzioni che mi hanno permesso di utilizzare il metodo in tutta tranquillità, anche se a volte con qualche rinuncia. Alcuni farmici inoltre possono modificare il muco, come ad esempio uno sciroppo fluidificante può interferire, così ogni volta che assumo farmaci diversi dagli abituali so a chi rivolgermi. Allora, in quest’ottica, credo che se individuare il periodo fertile è stato possibile per me, allora anche molte altre persone possono riuscirci. Farmi seguire dall’insegnante del metodo, mi ha aperto un mondo di contatti: ho potuto scegliere anche una ginecologa che fosse in linea con i miei princìpi, che mi ha anche aiutata come donna e mi ha istruita su come contrastare i frequentissimi episodi di candida. La ginecologa che mi seguiva precedentemente sapeva solo prescrivere ovuli, creme e siringhe, ma dopo anni di queste cure ero sfinita e la candida era ormai diventata cronica. Quando cambiai ginecologa, la quale aveva a cuore l’interezza della mia persona e il mio vero benessere, mi consigliò di adottare una dieta povera di lieviti, povera di latticini, di pomodoro, di melanzane e di zuccheri non appena i sintomi della candida si fossero fatti sentire, e da allora non ho più la candida e la qualità della vita è nettamente migliorata. Dovessi ammalarmi di nuovo so che ovuli e cremine sono l’ultima spiaggia. Allo stesso modo ho risolto con le cistiti frequenti: prima ero costretta a prendere le bustine di antibiotici per sfiammare la vescica, ora con la ginnastica pelvica ho risolto anche questo problema e da anni non prendo più nulla. Immaginatevi come tutte queste difficoltà influissero anche sul rapporto di coppia! Ad ogni modo, indispensabile in tutto questo percorso è la collaborazione del proprio marito, che in molte coppie viene meno: nel caso in cui nella coppia non si condivida lo stesso identico percorso serve tanta comprensione, molto sacrificio e il supporto di una buona guida spirituale che aiuti a fare un santo discernimento in vista del miglior bene per i coniugi. Si è scelto di condividere la vita in due e non è sicuramente ideale imporre ritmi e credo religioso. Del resto, invece, è fondamentale mantenere ferma la nostra direzione verso la Sua volontà, sapendo che per giungere alla meta a volte bisogna passare attraverso la croce, e questa sofferenza unita nel calice di Cristo durante il Santo Sacrificio, aiuterà la coppia ad affrontare tutte le difficoltà, per giungere alla mèta con la grazia di Gesù.

 

*nome di fantasia

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