La coppetta mestruale: una rivoluzione per le donne

 In Italia molte donne non sono a conoscenza dell’esistenza della coppetta mestruale. Potrebbe fare al caso vostro se, ad esempio, siete amanti del mare: indossando la coppetta infatti non avrete problemi nel rinfrescarvi sul litorale. Rivoluzionaria per chi desiderasse donare cellule staminali: gli studi sono ancora in corso d’opera, ma “l’oro rosso” sarà in mano a tutte. Per chi rifiutasse l’uso di tamponi nel timore di contrarre la pericolosa sebbene rara sindrome da shock tossico, la coppetta sarà ben accolta nelle vostre case. Insomma se non la conoscete ve la faccio presentare da Thérèse Hargot, che è una sua fan.

                                                                                             Maria Dolores Agostini
La coppetta mestruale: una rivoluzione per le donne Thérèse Hargot

Nonostante la mia terribile mancanza di tempo per scrivervi, devo urgentemente scaricarmi la coscienza e assicurarmi che che voi tutte conosciate bene questo piccolo oggetto che può rivoluzionarvi la vita: la coppetta mestruale! È una specie di piccola coppa morbidissima, solitamente in silicone, che la donna introduce all’interno della vagina per raccogliere il flusso mestruale.

Più che un’alternativa ecologica ai tradizionali tamponi, il fatto di toccarsi il sesso per posizionare la coppetta e di vedervi il sangue mestruale raccolto permette di prendere confidenza con il proprio corpo di donna in modo nuovo: passare dalla negazione o disgusto allo stupore. È fantastico: non abiterete più il vostro corpo allo stesso modo!

Quelle di voi che praticano i metodi naturali di regolazione delle nascite (dei quali già mi sapete grande sacerdotessa) la troveranno perfettamente coerente con la loro filosofia di vita. Nessuna preoccupazione, la coppetta mestruale è fatta per voi!

Quelle che hanno poca o nessuna esperienza sessuale potranno conoscere la propria vagina. Dapprima spaventate dalla dimensione della coppetta, scopriranno l’incredibile elasticità della vagina (e diciamolo!), liberandosi così dalle paure di dolore o vaginismo al momento della penetrazione sessuale: una conoscenza del proprio sesso necessaria per una femminilità appagata!

Quelle che hanno una sensibilità ecologica saranno sollevate da questa alternativa. Mi sembra persino che la coppetta rappresenti un primo passo verso un ascolto più profondo del proprio corpo, verso una conoscenza della propria fertilità. Le donne possono capire che dal loro sesso non escono fluidi schifosi, ma dei segni di ciò che stanno vivendo, interiormente.

Per coloro che non sopportano di avere le mestruazioni e sono in guerra contro il proprio corpo, la coppetta mestruale è un oggetto terapeutico! Si ama ciò che si conosce! Il confronto con il proprio sesso e il proprio sangue può essere un primo passo verso la riconciliazione – un po’ brusco forse, ma efficace!

Quanto agli anti capitalisti e ai fautori della decrescita, la coppetta permette di liberarsi dal mercato del tampone e dell’assorbente igienico! Sì, lo so, c’è di meglio sotto questo aspetto: il free flow instinct o “flusso istintivo”, che consiste nel contrarre il perineo per regolare il flusso mestruale! Il top in linea teorica, per quanto nella pratica la cosa debba essere migliorata…

Infine, e bene hanno fatto molte mie lettrici a ricordarmelo, l’uso del tampone non è privo di rischi. La maggior parte delle donne non lo sa ma i tamponi possono, in casi che ci assicurano essere eccezionali, causare un’infezione gravissima: la sindrome da shock tossico.

Ci sono un sacco di video di YouTube con tutte le spiegazioni che vi servono per lanciarvi, provarla e correre il rischio (enorme) di adottarla e di pronunciare la terribile frase: «Ah, peccato non averla scoperta prima!».

Per le mie giovani lettrici con meno di 25 anni e per tutte quelle che amano l’umorismo trash c’è il famoso video del sito Mademoizelle.

Dài, vi lascio fare un giro sul web per trovare tutte le info che ancora vi servono.Bene, adesso ve ne ho parlato, ormai ho la coscienza a posto!

Thérèse Hargot

Tradotto per Monte di Venere da Maria Chiara Bonino

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