Pillola: parliamone con le donne

Stavo giusto pensando, ieri, chissà cosa succederebbe se qualche donna, qui in Italia, ci raccontasse come è stato il passaggio dai metodi contraccettivi ormonali ai metodi naturali, o come se l’è passata male quando prendeva la pillola, e, guarda le coincidenze, ricevo una telefonata, dalla Calabria.

Chiara mi racconta la sua storia, ha trovato il mio numero sugli elenchi delle insegnanti ed è felice di conoscere la sua fertilità, di cui, a quanto riesco a capire al telefono, s’intende già abbastanza bene.

«Da quando ho smesso la pillola Yaz, della Bayer, sto molto meglio, non soffro più di emicrania con aura. Come? Non sai cosa sia? Molto meglio per te! Poi il colesterolo che era schizzato alle stelle, fino a 315, è tornato nella norma dopo la sospensione del contraccettivo. C’è voluto un anno però! Ho dovuto anche provare la dieta, tante volte fosse stato colesterolo alto in dipendenza dal cibo, invece no, solo togliendo la pillola è calato. Avevo i valori sballati anche dell’omocisteina e quella, si sa, può portare alla trombosi. Anche la spirale non mi piace, me l’hanno proposta ma non fa per me, poi se ci sono ormoni mi ritrovo di nuovo nelle condizioni disagevoli in cui ero».

Questo è uno dei tanti racconti che sento, per altro molto soft visto che il problema si è risolto con un po’ di fatica, ma abbastanza semplicemente. Non è per tutti così… Addirittura mi hanno detto che si cerca di convincere le donne ad accettare la prescrizione della pillola in virtù delle sue “qualità antitumorali”: se è vero che può ridurre l’incidenza di carcinoma all’endometrio, è anche verità che aumenta l’incidenza del tumore della mammella, quindi vedete un po’ che il problema dell’insorgenza tumorale è forse quello più difficile da valutare. Se si leggesse il bugiardino per intero, quello allegato al pacco è solo un riassunto, di effetti collaterali e rischi a lungo termine ce ne sono infiniti, legati alla salute e all’estetica della donna, tra i quali come sappiamo essere successo in Francia, anche la possibilità di causare la morte. Il calo e appiattimento della libido femminile è quello meno conosciuto.

Non si demonizza, dunque, l’assunzione del farmaco (è un medicinale!) per chi ne ha effettivamente bisogno, previa corretta valutazione anamnestica da parte del medico; per le altre che cercano un contraccettivo che doni piena libertà sessuale, è assurdo accettare su di sé un sacrificio così grande, dopotutto dice bene Thérèse Hargot: «I polli che hanno mangiato ormoni non li vogliamo, la donna invece deve assumerne. Mia nonna non sapeva che la pillola fosse pericolosa, squilibra un meccanismo così fine, ma noi non possiamo fingere di non saperlo».

 

“Chiara” è un nome di fantasia. Siamo stati autorizzati a pubblicare la storia.

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