Non una vera partenza: Thérèse Hargot ci lascia i suoi articoli

Alla fine il tour si è concluso in bellezza, come in verità in bellezza era iniziato, e in bellezza si è svolto.

La bellissima sessuologa belga, infatti, ha conquistato proprio tutti. Ma non confondiamoci: è sì assai avvenente, ma così tanto ricca interiormente da aver attratto a sé i cuori e le menti ancor più degli occhi!

Questa tournée si potrebbe definire “il trionfo del buon senso” o anche “la conoscenza fa la differenza”: se il buon senso in questo periodo è “out for work in progress”, informarsi, leggere, conoscere ci restituisce la parte che ci manca, che ci è stato tolta, negata.

Questa esperienza mi ha fatto vivere in una bolla di sapone, un tantino alienata dalla mia solita vita, ed ho piacevolmente scoperto un ambiente “pseudo-para-meta-medievale”: gli uomini con cui ho avuto a che fare sono stati dei cavalieri, facevano educati complimenti, attenzioni e gentilezze per tutte, l’atmosfera era satura di delicatezza virile. L’appellativo “madame” dovuto alla presenza di Therésè Hargot incorniciava l’opera! E poi… non una sola donna che ho conosciuto si è presentata con un numero inferiore a tre figli, desiderose di ampliare la famiglia, ma la media ufficiale è cinque figli, con punte di sei e otto!

Un mondo surreale! Tutte donne che confessano di vivere i metodi naturali. Dai, le sento le vostre domande… sulla punta della lingua…

«Usano i metodi naturali? Vedi che non funzionano! »

È qui che casca l’asino: siamo di fronte ad un nodo cruciale nel significato dei metodi naturali.

Sostengo fermamente che essi curino il rapporto di coppia e in particolare lo fanno attraverso due circostanze: in primis la completezza dei rapporti, liberi, naturali, selvaggi, senza-interferenze-di-nessun-tipo, e in particolare alla donna non è chiesto nessun sacrificio; il piacere sarà appannaggio dei gaudenti.

In secundis, il fatto di dover rispettare brevi periodi di astinenza costringe la coppia a trovare altri modi per unirsi, aprendo porte che l’esercizio della sessualità mantiene chiuse, a vantaggio di nuovi modi per conoscersi.

Mi permetto di estremizzare un tantino i due aspetti: il primo dà spazio all’aspetto più maschile della coppia, il secondo ne nutre l’aspetto più femminile.

L’effetto a lungo termine sarà equilibrante, e a trarne beneficio saranno tre “entità”: la donna, l’uomo, il rapporto di coppia; quest’ultimo è una creatura nuova che chiede di essere curata.

Cosa succede quando nella coppia si sta bene, cioè tutte tre le entità sono con la pancia piena? Che il desiderio più grande diventa impastarsi e generare una creatura che sia sintesi riassuntiva di tante emozioni, per convogliare e incanalare i sentimenti, per personificarli, perché si innesca un meccanismo che trascende l’uomo a favore della sopravvivenza della specie. «Les methodes naturelles ouvrent à la vie» [«I metodi naturali aprono alla vita»] ho detto a Thérèse mentre faceva apprezzamenti nei confronti delle famiglie numerose, non perché i metodi naturali non funzionano… ma perché funzionano talmente bene da renderci fecondi nel cuore!

Qui mi aggancio per rispondere alla ragazza che a Tor Vergata ha sollevato una questione, che si potrebbe riassumere circa così: «Parlate, parlate, ma noi a 25 anni ancora studiamo, senza casa, senza soldi non c’è futuro per noi, né tanto meno per un figlio, non campano di chiacchiere i figli, tocca dargli da mangiare»: «L’argent ne peut pas etre tout» [«Il denaro non può essere tutto»], ha detto Thérèse a Milano. Qualcuno ha risposto: «Sì, ma a dirlo è sempre chi ha un buon posto di lavoro». Insomma il problema che ha esposto la ragazza, cioè che il sistema non favorisce chi vorrebbe assecondare il proprio desiderio di maternità, c’è, è innegabile, ma… io credo che ci sia stato insegnato a fuggire le responsabilità e a fare i figli più tardi possibile. Quindi ho i miei dubbi che molte ragazze sceglierebbero davvero la maternità una volta che tutto fosse appianato…

La vera lotta per la maternità è sceglierla nonostante le circostanze imperfette, come si fa per gli ideali incarnati, altrimenti rimane una lamentazione sterile. Perché la grande menzogna ci è stata rifilata dalla sessualità: è stata rovinata nel suo significato profondo, è stato sovvertita l’importanza dell’alter a favore dell’ego, che spazio mai ci potrà essere per il vero alter che è il bambino? Per non parlare dell’Alter che è Dio?

Ora la faccio io una domanda: ditemi che vi fa male abituarvi alla “ginnastica” sessuale perché allora il cuore è vivo e c’è ancora speranza, l’ideologia non ha ancora vinto. E c’è ancora speranza… Ditemelo, vi prego. Altrimenti il motore dell’uomo è spento. Quello che ci porta lontano, quello che ci fa sperare che la vita valga la pena di essere vissuta, si tinge di grigio.

Allora, cara Thérèse grazie, sei venuta a darci speranza, e quindi grazie a Giovanni Marcotullio che un giorno qualsiasi di non so quando mi ha detto il nome della sessuologa, e da quel giorno qualunque non è passato giorno in cui non abbia sperato di incontrarla.

Io e Thérèse abbiamo concluso un accordo: Monte di Venere potrà portare la speranza a tutti attraverso i suoi articoli, che tradurremo al più presto in italiano. Buona speranza a tutti, ce ne vuole.

Lettera alla ragazza che ha contestato la Hargot a Tor Vergata

Thérèse è ripartita. Grazie a tutti

4 risposte a “Non una vera partenza: Thérèse Hargot ci lascia i suoi articoli”

  1. Ho molto apprezzato da parte di Therese
    l’affronto della sessualità come realtà preziosa che svela la dignità e la bellezza di ogni essere umano. Tutto questo senza l’etichetta di cattolico che troppo spesso marchia chi come noi (insegnante di metodi naturali) si spende per Parlare della sessualità.
    Grazie del vostro lavoro!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *