La favola che è il metodo Billings

pubblicato su La Croce Quotidiano il  19/10/16

C’era una volta una coppia di giovani sposi. Non si erano mai posti grandi domande riguardo alla contraccezione e si erano affidati all’inflazionato preservativo. Avevano deciso di rimandare la gravidanza, dopotutto lei non aveva ancora finito di studiare. Ma quel “coso” lo vivevano come un sacrificio inevitabile. Non erano belli i loro incontri, anzi lo erano, diceva lei, innamorata del marito. Ma di fatto non erano soli nella stanza, c’era sempre “lui” e se non ci fosse stato avrebbero dovuto procrastinare l’incontro perchè assolutamente non era il momento per un figlio. Si, si erano sposati con gioia, si volevano davvero molto bene, ma non era ora.

Un bel giorno però, cominciano a sospettare che lei abbia dei problemi di salute perchè il flusso non arriva come atteso e scoprono, sgomenti, che stanno aspettando un bambino. “Ehh, ma dottore non è proprio possibile, noi ci siamo sempre protetti”, giustificano. Il dottore allora spiega un paio di cose, smonta giusto due, tre luoghi comuni, argomentando con autorevolezza: “Cari amici, il profilattico è efficace allo scopo per cui è pensato solo se usato in modo perfetto, indossato all’inizio del rapporto e non per strada…”. I due giovani si guardano e asseriscono con fervore che non è il loro caso, che loro sanno come fare e che non si è mai rotto. “E allora, benvenuti tra i casi di gravidanza, per così dire, “idiopatica” ma che poi tanto inspiegabile non è… alcuni tipi di condom permettono agli spermatozoi di passare attraverso i pori del lattice di cui sono composti, figuriamoci se sia vero che proteggono dai virus, come l’AIDS, che hanno dimensioni notevolmente ridotte!”.

Il ragazzo allora ribatte che questo lo avevano sentito dire, argomento di cui erano curiosi, e che avevano capito che la diffusione delle malattie sessualmente trasmissibili dipendeva principalmente dai comportamenti, ma loro non hanno questo problema per fortuna. “Infatti non è possibile eliminare una malattia legata spesso ai comportamenti, senza cambiare i comportamenti stessi, è stato l’ABC, abstinence-be faithful-condom, a fare grandi passi al riguardo nei paesi sottosviluppati, dove tra l’altro la cultura diffusa dagli appassionati di metodo Billings sta dando ottimi risultati”, continua il medico, notando  nello sguardo degli astanti una nota interrogativa, “Metodo Billings? Mai sentito nominare immagino…”. No non lo avevano sentito mai e non interessava loro nulla che fosse legato alla probabilità, aleatorio come il metodo delle nonne Ogino-Knaus, o orientale new age, il lavoro di lui li fa stare molto coi piedi per terra, è ingegnere, crede ai fatti e solo a ciò che è totalmente spiegabile scientificamente. “Allora fa proprio al caso vostro, questo sconosciuto metodo naturale, è stato studiato da due medici australiani, i coniugi Billings, ed è stata validata scientificamente la correlazione tra ormoni responsabili del ciclo feminile con i segni riscontrabili dalla donna stessa legati al muco cervicale. Se correttamente studiato, il metodo è perfetto sotto ogni punto di vista”.

Colpiti dalla novità i due giovani hanno deciso di prendere nota per l’anno seguente, ormai rimandare la gravidanza non era più nei loro progetti dato l’avvenuto concepimento, e carichi di speranza per aver trovato un metodo che li avrebbe resi più consapevoli di quel che avviene nella loro sfera fertile, salutarono il “coso” gettandone tra i rifiuti gli ultimi esemplari.

C’era una volta una donna che ne voleva sapere di più riguardo il periodo femminile chiamato “climaterio” perchè ne aveva letto sui rotocalchi ma non aveva capito molto. Rivolgendosi al medico scopre che il climaterio è una fase transitoria della vita in cui la donna passa dall’età riproduttiva all’età biologica “involutiva”, cioè totale assenza di fertilità, e comprende la premenopausa, la menopausa e la postmenopausa iniziale. La proposta del medico a questa donna, che ha una relazione stabile da oltre vent’anni, è di studiare la sua situazione personale con l’ausilio del metodo Billings. La signora sgrana gli occhi prima di rispondere: “io lo faccio anche ‘sto studio, anzi sono proprio curiosa, ma io a mio marito faccio mettere la retromarcia, non sia mai che resti incinta adesso!”. Il medico ha inteso la situazione e indaga in modo educato sui rapporti col marito e spiega che non è così sicuro praticare il coito interrotto nemmeno in premenopausa, perchè l’ovulazione può avvenire ancora, e basta una volta per ottenere una gravidanza inattesa. Prosegue poi il medico dicendo che invece il metodo proposto, non solo le permetterebbe di capire l’andamento dei suoi cicli, ma darebbe la possibilità alla coppia di rinvigorire lo slancio amoroso della coppia, che si troverebbe a poter avere rapporti completi nei periodi non fertili, finalmente. La donna che era poco convinta inizialmente, decide di prestarsi al suggerimento, visto che il medico le fa capire anche che dalla descrizione dei loro incontri amorosi, riferiti come rarissimi, si evince che il coito interrotto ha mietuto vittime nel rapporto: cioè entrambi gli amanti. “Vede signora, ammesso che siate così sereni riguardo all’efficacia del metodo contraccettivo scelto, dico “ammesso” perchè sono certo che non avete mai vissuto in totale serenità questa scelta, perchè non è possibile ritenerla sicura, mettiamoci anche lo stress derivante dallo sforzo fisico e mentale richiesto ad entrambi ma soprattutto all’uomo, e ne risulta un bel minestrone da buttare nella pattumiera. Sono sicuro che se ritrovaste la dimensione naturale e libera dei rapporti, ne ottereste giovamento per la coppia sotto tanti altri aspetti e l’aggettivo “rari” relativo agli incontri non sarebbe più tale. Come scrive Therese Hargot, per salvare il matrimonio la coppia deve prendersi cura dell’intimità, si deve dormire senza pigiama!”

C’era una donna, anzi questa volta è il caso di dire c’erano una volta molte donne data la diffusione, che usavano abitualmente la pillola anticoncezionale. Il bugiardino della pillola è il riassunto del riassunto del riassunto, del riassunto del riassunto-alla stregua del paradosso di Zenone, Achille e la tartaruga-delle pagine riguardanti le controindicazioni come effetti riscontrabili a breve e rischi a lungo termine. Il medico che la incontra, anzi le incontra, il plurale maiestatis qui è più adeguato, evita di fare terrorismo psicologico e comincia chiedendo come va. La donna riversa sul tavolo dell’ambulatorio tutto il malcontento dovuto alla pelle a buccia d’arancia e alla ritenzione idrica che prima del primo giorno in cui ha cominciato ad usarla no, non aveva, neanche un filo, e i chilogrammi in più li ha messi addosso da poco ed è sicuro da imputare alla pillola, della secchezza vaginale? Uh, non nominiamola, è noioso fare l’amore, richiede uno sforzo enorme, la libido è ai minimi storici, odiosi i gel, non sono ecofriendly…”Scusi se la interrompo. La metto in contatto con un’insegnante di metodo Billings, le va di cambiare strada?”. Timorose ma curiose molte ci provano e danno l’addio ai rapporti sessuali “ospedalizzati” dalla pillola.

C’era una volta una bella signora sui 35 anni che era proprio malintenzionata: non desiderando altri figli aveva deciso di farsi chiudere le tube, se il marito non avesse accettato la vasectomia. “Si metta il cuore in pace, nessun medico accetterà l’intervento chirurgico non solo per i rischi inalienabili connessi con l’operazione, ma perchè così giovane può cambiare idea. Ci provi, mi dia retta, con i metodi naturali, soddisfatti o rimborsati, e si cambierà strategia”. “Dottore il punto è proprio che… io non mi fido dei metodi naturali, ma visto che fino ad oggi ho avuto solo rapporti completi per cercare la gravidanza e non ho nessuna intenzione di sottopormi ai vari stress della contraccezione,  o mi opera o mi costringe all’astinenza ascetica che per ora non mi interessa”, disse lei. Il medico in perfetta linea con il proprio codice di deontologia medica ribatte: “Signora mettiamo tutto sul piatto della bilancia e scelga cosa fa per lei, escludendo l’operazione ovviamente, vuole unirsi al suo uomo in piena libertà e naturalezza, giusto? Io posso solo indurla a provare i metodi naturali che sono affidabili nella misura in cui si siano studiati e applicati bene”.

Scontenta la signora si rivolge all’insegnante, nella quale però trova professionalità e nasce una bella amicizia. Ormai aveva deciso di tentare, tanto questi metodi male non fanno di sicuro, pensava. Il risultato è stato bellissimo al punto che ha anche rivalutato il fatto di aspettare alcuni giorni in astinenza nel periodo fertile, perchè ha capito che grande valore avessero, che come scrive Costanza Miriano “i metodi naturali sono più afrodisiaci delle brasiliane di pizzo”.Le sue tube intatte, il suo cuore più ricco,  finalmente dopo tre anni la coppia ha deciso di comune accordo di riaprirsi al’accoglienza di un figlio, che tra l’altro è arrivato con un unico tentativo mirato.

Volete dire che è più comune, più scontato, più diretto usare un metodo contraccettivo qualunque va bene, ma con i metodi naturali è più bello. Una sessualità appagante, che non vuol dire scontatamente ricerca forsennata del piacere, è ciò che serve per il bene durevole della coppia, e con i metodi naturali è ovvio che la differenza è abissale. Spesso sono i meccanismi sociali che ci portano a scegliere quello che scegliamo… o meglio a non scegliere realmente quello che fa per noi, infatti si tende a valutare solo le possibilità che ci vengono ripetute spesso, che conoscono in molti intorno a noi, e scegliere qualcosa che non è adeguatamente pubblicizzato lo fa apparire come una cosa elitaria, è la legge del gruppo. Come disse Ward, gli uomini raramente imparano ciò che credono già di sapere, e aprire il mondo alla bellezza dei metodi naturali richiede uno sforzo “di scelta”, il resto lo fanno i metodi stessi: una volta provato il metodo Billings, sarà facile non lasciarlo più…. e tutti vivranno per sempre felici e contenti.

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